Rughe? Con i filler addio! I consigli della Dr.ssa Gallodoro

Sapevate che il 40% circa delle donne italiane è disposta a rinunciare all’acquisto di un nuovo capo da mettere nell’armadio per avere un viso più fresco e giovane? L’approccio della donna moderna è quello di avvicinarsi alla chirurgia e alla medicina estetica in tempi “non sospettabili” per mantenere il viso sempre a posto e prevenire la comparsa di rughe e inestetismi. Il trend attuale è la richiesta di approcci soft e meno invasivi della chirurgia. C’è una maggiore richiesta da parte delle pazienti, ma anche degli addetti ai lavori, di prodotti che garantiscano la massima sicurezza, affidabilità e durevolezza, approcci non dolorosi, prodotti naturali (biocompatibili, tollerabili, senza di rischi di allergie o rigetto). Ciò che è in crescita e contrasta nettamente con il passato, è la richiesta di naturalità.

Queste sono le caratteristiche che vengono richieste alle case produttrici di filler e che vengono largamente soddisfatte dai prodotti di nuova generazione. I filler sono sostanze iniettabili che vanno a riempire rughe e solchi, ridefiniscono i volumi e migliorano i segni dell’età. Sono il trattamento medico-estetico più richiesto, più soft e meno invasivo del bisturi ma non per questo, però, sono privi di rischi: se eseguiti da mani non esperte e qualificate, possono dare luogo a eccessivi riempimenti, effetto finto, asimmetrie tra le metà del volto fino a veri orrori e deformità.

Tra i prodotti più innovativi c’è il filler a base di idrossiapatite di calcio, una sostanza biocompatibile e completamente riassorbibile, che dà risultati molto naturali e duraturi. Stimola la produzione di collagene, così che i tessuti si mantengono tonici ed elastici. È indicato nell’aumento degli zigomi, nella correzione della linea mandibolare, addolcisce le pliche della marionetta e i solchi naso-genieni, incrementa il volume di un mento sfuggente, ridona spessore all’arcata sopraccigliare o volume ad una tempie svuotata; può dare sostegno al lobo delle orecchie e turgore al dorso delle mani. I risultati sono individuali e variabili in base a età, tipo di pelle, stile di vita, metabolismo. Altri prodotti innovativi sono i filler a base di acido ialuronico nei quali si trovano due frazioni di acido: reticolato e non cross-linkato. Sono filler capaci di attenuare le rughe dall’interno mediante due azioni combinate: un riempimento immediato dato dalla frazione reticolata e una idratazione e stimolazione della sintesi di collagene dati dalla parte non reticolata.

Un’altra novità sono i prodotti in cui si combinano le proprietà dell’acido ialuronico a quelle del mannitolo, uno zucchero che esercita diverse funzioni sulla cute: è antiossidante, riduce la ritenzione di liquidi nel sito di iniezione e induce una perfetta osmolarità tra filler e tessuto, evitando che le molecole d’acqua si spostino da una regione all’altra. Si tratta di un filler molto malleabile, plastico che da una buona resa estetica, naturale.

Di ultima generazione e sul mercato da pochissimo tempo sono due nuovi prodotti. Il primo è un filler che associa acido ialuronico e idrossiapatite di calcio. Si tratta di filler che correggono gli inestetismi e stimolano la neo-collagenogenesi. La consistenza e omogeneità del prodotto consentono un’elevata resa correttiva e una lunga durata. Il secondo è un filler a base acido ialuronico e peptidi biomimetici. I peptidi sono delle molecole bioattive che interagiscono con le cellule mantenendo le loro funzioni fisiologiche. Nel caso delle pelle inducono una maggiore produzione di collagene e aumentano la proliferazione cellulare con conseguente aumento dello spessore e miglioramento dell’elasticità della pelle.

Ricordiamo che, nel nostro Paese, l’immissione di un filler sul mercato è subordinata all’approvazione del Ministero della Salute, in quanto tali prodotti sono classificati come dispositivi medici. Inoltre, secondo l’auspicio della Consensus Conference Italiana del 2007, un filler deve dimostrare di essere stato oggetto di studi clinici, affidati a centri accreditati pubblici e privati e pubblicati su rivista scientifica accreditata.

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