Ringiovanire il viso e il collo con il lifting cervico-facciale

Il lifting cervico-facciale è l’intervento chirurgico di ringiovanimento del viso e del collo senza modificare la fisionomia della persona ma atto a restituire tono e freschezza ad un volto stanco e ad un collo rilassato. Due componenti concorrono all’invecchiamento del viso e del collo: intrinseca ed estrinseca. Della prima fanno parte la perdita di elasticità e tono della pelle indotta dalla minore produzione di acido ialuronico e collagene con progressiva atrofia ed assottigliamento delle pelle, l’ atrofia dei tessuti muscolari e delle strutture ossee sottostanti. Tra i fattori estrinseci concorrono l’esposizione solare, l’inquinamento ambientale, l’alimentazione e le cattive abitudini di vita.

Tutti questi fattori determinano a partire dai 40 anni di età un cedimento del muscolo platisma con formazione della cosiddetta pappagorgia, atrofia del tessuto muscolare ed adiposo della guancia con accentuazione dei solchi naso-genieni ai lati della bocca, assottigliamento della cute con ptosi delle palpebre e del sopracciglio e formazione di numerose rughe attorno agli occhi ( zampe di gallina ), al di sopra delle labbra ( codice e a barre) e lungo le guance. Questi cedimenti seguono i principi della legge di gravità quindi vanno verso il basso motivo per il quale molte di voi guardandosi allo specchio tirate idealmente la pelle delle guance verso le orecchie ed il gioco è fatto!

Se però è così facile per voi risolvere il problema non lo è altrettanto nella pratica. Il lifting cervico-facciale è un intervento delicato e complesso atto a ridare tono e turgore ai tessuti nel rispetto di strutture nobili come il nervo facciale e le sue diramazioni. Fondamentale è la pianificazione dell’intervento da parte del chirurgo previo colloquio con la /il paziente al fine di stabile la reale indicazione, la necessità di ricorrere a questo tipo di intervento, la presenza di malattie, l’assunzione di particolari farmaci e il tabagismo che possono concorrere nella manifestazione di complicanze indesiderate.

L’intervento è eseguito in anestesia generale anche se in alcuni casi si può procedere ad un’anestesia locale con sedazione. La tecnica classica prevede un’incisione cutanea che passa tra i capelli al di sopra dell’orecchio, si porta davanti l’orecchio per poi seguirne il contorno del lobo e proseguire in dietro fino all’attaccatura dei capelli associata ad uno scollamento della cute e del sottocute con stiramento e riposizionamento dei lembi cutanei e rimozione della pelle in eccesso. Negli ultimi 30 anni sono state apportate numerose modifiche alla tecnica con introduzione dello scollamento e plicatura delle strutture aponevrotiche sottostanti per garantire maggiore trazione, sutura dei margini del muscolo platisma per eliminare le corde platismatiche che in alcune donne si formano nella parte anteriore del collo, lifting del sopracciglio, liposuzione del doppio mento, lipofilling ( iniezione di grasso ) per aumentare il volume degli zigomi, dell’arcata sopraccigliare e delle labbra.

Il decorso post operatorio è estremamente delicato. Possono comparire ecchimosi ed ematomi, edema più o meno importante la cui risoluzione, per alcune pazienti, può richiedere più tempo delle normali due settimane. Le cicatrici sono ben nascoste tra i capelli ad eccezione del tratto pre-auricolare che però guarisce solitamente bene trattandosi di una zona priva di tensione. E’ indispensabile il riposo, l’astensione da una attività fisica per almeno 6 settimane, la protezione delle cicatrici con filtri solari.

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